Premio Luisa Minazzi. I candidati

Premio-Logo-Sito 

CHI SONO GLI OTTO CANDIDATI 

Candidati-sito

VINCENZO CORDIANO, Anoia (Rc), 1955. Un uomo di scienza è abituato a leggere i sintomi per cercarne la causa. È quello che ha fatto Vincenzo Cordiano, specialista nel campo dei tumori del sangue, presidente per il Veneto di “Medici per l’ambiente – Isde Italia” e responsabile degli ambulatori di ematologia generale e oncoematologia dell’ospedale di Valdagno, nel Vicentino, quando si rese conto, 5 anni fa, dell’incidenza di alcune patologie fra i cittadini. Un’indagine che l’ha portato a concentrarsi sui Pfas, degli acidi usati in campo industriale, di cui sono state rilevate concentrazioni particolarmente elevate nel sangue della popolazione. Il suo grido d’allarme ha portato il Consiglio dei ministri a dichiarare lo stato di emergenza per i Pfas in Veneto e a nominare un commissario. Votare lui significa sostenere, qui e altrove, le battaglie per il diritto alla salute!

F FRANCESCO PANELLA, Genova, 1952. Un mondo prezioso e affascinante, organizzato attraverso una gerarchia ben definita ma allo stesso tempo fragile al cospetto delle alterazioni introdotte dall’uomo. Francesco Panella si dedica da una vita alla tutela delle api. È stato presidente fino dell’Unione nazionale associazioni apicoltori italiani animando un’ampia coalizione internazionale di allevatori, ambientalisti, scienziati, agricoltori, enti e istituzioni per un’agricoltura sostenibile e senza insetticidi sistemici. Attraverso lui candidiamo l’intero “sciame” civico che ha ottenuto a maggio lo stop dell’Ue alle tre molecole insetticide più utilizzate al mondo e nocive per questi insetti. Dalle api dipende l’impollinazione dell’80% delle specie vegetali, oltre alla produzione di alcuni importanti nutraceutici come il miele o la pappa reale. E se votassimo per la biodiversità?

GIOVANNI DE FEO, Hoddesdon (Gb), 1969. Simpatico, competente. Innamorato delle tematiche ambientali. Cosa volere di più da un docente universitario? Giovanni De Feo insegna Ecologia industriale nell’ateneo di Salerno. Ma la sua capacità di divulgare, in maniera semplice e convincente, i principi della sostenibilità non conosce confini generazionali. Tanto che il suo progetto educativo, “Greenopoli”, si rivolge ai giovanissimi con tanto di sito web, pagina Facebook, libri e incontri nelle scuole a base di rap e narrazioni che illustrano concetti a volte molto complessi. Però anche di fronte a una platea di adulti è imbattibile nel condividere i principi di base che regolano gli equilibri del pianeta e gli stili di vita virtuosi. L’ambientalismo ha bisogno di figure così, in grado di rendere comprensibile e desiderabile l’evoluzione verso la società low carbon. Non credete?

MARCELLO DONDEYNAZ, Donnas (Ao), 1954. Altro che un nuovo carosello d’impianti funiviari in uno degli ultimi lembi incontaminati sul versante sud del Monte Rosa. La prospettiva per cui si batte Marcello Dondeynaz, insieme al comitato “Ripartire dalle cime bianche” di cui è referente, guarda in altra direzione: lo sviluppo di un turismo dolce che tuteli e valorizzi le particolarità geologiche, paesaggistiche, naturalistiche, archeologiche, storiche e culturali di un ampio vallone, caro anche allo scrittore Paolo Cognetti, che si estende dai 1.900 ai 3.100 metri. Affiancandolo durante l’inverno con un servizio di car-sharing ad auto elettriche che colleghi tutte le stazioni sciistiche della Val d’Aosta. Utopia? No, considerando che i costi sarebbero un decimo rispetto ai propositi di insostenibile aggressione

SALVATORE GULLÌ, Saponara (Me), 1958. San Luca, in Aspromonte, era noto per l’imperversare della ‘ndrangheta. Tanto che nel 2013 il Comune è stato sciolto e nessuno si è più candidato a sindaco. Così è stato nominato commissario Salvatore Gullì, che in 3 anni ha sistemato i conti e avviato alcune azioni condivise dai cittadini: dopo la ristrutturazione dell’acquedotto l’80% paga il tributo idrico, i rifiuti si raccolgono tramite i bidoni familiari, è stata riaperta una strada che porta al Santuario di Polsi, lo stadio è di nuovo agibile. Certo, il ripristino della democrazia dovrà completare questo processo. Ma intanto San Luca guarda al futuro grazie all’attivazione dello Sportello lavoro di Confindustria e all’incontro con imprenditori di altre regioni nel segno dell’economia circolare. Votiamolo a sostegno del riscatto di questo e altri i territori!

PROGETTO VENTO, Milano, 2010. VenTo, dorsale cicloturistica italiana di EuroVelo 8, punta a collegare Venezia a Torino per 700 km lungo il Po. Una sfida lanciata 8 anni fa pensando che la rigenerazione territoriale si possa ottenere con opere leggere in grado di produrre lavoro nelle aree più fragili. La mobilitazione dal basso ha condotto, nel 2017, al bando di gara per 2 milioni, il primo in Italia per un’opera di questo genere. Ma il valore aggiunto sta nel metodo di progettazione, basato su workshop regionali, pedalate collettive, reti fra cittadini, imprese e istituzioni. Tutto intorno al gruppo di ricerca del dipartimento di Architettura e studi urbani del Politecnico di Milano (Paolo Pileri, Alessandro Giacomel, Diana Giudici, Camilla Munno, Rossella Moscarelli e Federica Bianchi), dov’è nata questa intuizione. Con loro pedaliamo verso il futuro!

RECUP, Milano 2016. La “c” nel logo è una banana, semplice e provocatoria. Due aggettivi che si coniugano bene col progetto lanciato nel 2016 a Milano da Rebecca Zaccarini, giovane laureata in Comunicazione che aveva partecipato alle attività contro lo spreco alimentare in Francia. Una volta rientrata ha pensato di replicare la buona pratica: un servizio di recupero degli alimenti invenduti nei mercati da donare a chi ne abbia bisogno. Strada facendo ha incontrato Ilaria Piccardi e Federica Canaparo, animate dagli stessi valori, poi il gruppo è cresciuto, di loro ha scritto persino il “Guardian”. Oggi Recup è attiva in 10 mercati milanesi, con circa 30 volontari fra studenti, disoccupati, pensionati, senza fissa dimora, cittadini italiani, europei, extracomunitari e apolidi. Ogni voto per loro è una promessa di sobrietà.

GUENDALINA SALIMEI, Roma, 1962,  Trovare una luce positiva anche dove sembra regnare il degrado. È l’obiettivo che l’ha spinta a occuparsi di Corviale, il palazzo lungo un chilometro edificato negli anni ’70 su via Portuense, a Roma, ancora oggi fra i simboli delle periferie difficili. Qui Guendalina, direttrice dello studio di architettura Tstudio, ha riprogettato in un’ottica comunitaria il quarto piano del Serpentone, come lo chiamano i romani, disegnando un “km verde” con spazi comuni e 110 appartamenti. La fascia naturale che correrà all’altezza del quarto piano, sul lato esterno del complesso, rappresenta il segno più visibile della rinascita. Una storia ripresa nel film “Scusate se esisto”, diretto da Riccardo Milani, con Paola Cortellesi nel ruolo dell’architetta. Votiamo per lei se crediamo che la bellezza possa rigenerarsi ovunque!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...