Il DTT nell’area di ricarica delle falde acquifere

«Il sito in cui il Comune chiede di realizzare il Dtt è nell’area di ricarica delle falde ed è a monte dei pozzi dell’acquedotto di Casale: Sindaco, giunta e consiglio lo sanno o fanno finta di non saperlo?»

Come i casalesi sanno, Legambiente, Pro Natura e il Comitato di vigilanza sul nucleare hanno più volte cercato il confronto con l’Amministrazione comunale sull’ipotesi di candidare la città di Casale ad ospitare l’esperimento Divertor Tokamak Test facility (DTT) per la fusione nucleare.

Per tutto il 2017 l’Amministrazione Palazzetti – senza alcun confronto con il Consiglio comunale o con i cittadini – ha lavorato, nelle segrete stanze, al dossier di candidatura. Legambiente già nel maggio 2017 – quando la notizia ha cominciato a diffondersi – ha organizzato un’assemblea pubblica per capire cos’è il DTT e discuterne con i casalesi, ma né il sindaco, né gli assessori, né i parlamentari locali del Pd – tutti favorevoli all’impianto, e tutti invitati – si sono presentati: evidentemente, dal loro punto di vista, del DTT meno si parlava e meglio era.

Solo a gennaio 2018, a dossier pressoché pronto e alla vigilia della scadenza per la presentazione della candidatura, è stata convocata la Commissione comunale e – su richiesta di Legambiente – è stato indetto un Consiglio comunale “aperto”: rivelatosi purtroppo una farsa, perché organizzato tardivamente e in modo da non permettere il confronto sui temi – il fabbisogno di energia, la localizzazione dell’impianto, i rischi, la produzione materiali radioattivi, ecc. – fra i proponenti e gli ambientalisti. E’ stato chiaro a tutti che, siccome si era già deciso di presentare la candidatura, le ragioni del no non erano gradite.

Dal momento che l’Amministrazione Palazzetti non ci ascoltava e continuava a trattarci come seccatori, siamo andati a parlarne in Regione. Al presidente Chiamparino, che – pur ribadendo il sostegno dell’Ente da lui presieduto alla candidatura – ci ha ricevuti e ascoltati, abbiamo evidenziato (sottoponendogli mappe e studi realizzati dalla Regione stessa) le problematiche idrogeologiche dell’area ex Gaiero nel quartiere Oltreponte, individuata (ufficiosamente: in Consiglio non hanno voluto dirlo) dal Comune e di cui sui giornali si parlava da mesi. La questione, evidentemente, era tutt’altro che peregrina: infatti la Regione – con grande scorno del sindaco Palazzetti – all’ultimo momento ha stralciato dal dossier di candidatura l’area di Oltreponte.

E’ stata quindi individuata in extremis un’altra area: quella del PIP 5. E nemmeno su questa scelta l’Amministrazione Palazzetti ha voluto confrontarsi con cittadini e ambientalisti.

Allora, una volta avuta conoscenza di questa seconda area prescelta, abbiamo scritto direttamente all’ENEA, alla Commissione che sta valutando le candidature pervenute da diverse Regioni d’Italia, per far presente che tale area è oggettivamente non ottimale per l’ubicazione di una macchina radiogena com’è il DTT, essendo caratterizzata da un’elevata vulnerabilità idrogeologica.

Infatti

  1. Il sito risulta interno all’area di ricarica degli acquiferi profondi

La determinazione della Regione Piemonte n. 268 del 21 luglio 2016, attuativa del Piano di Tutela delle Acque, definisce la “Carta delle aree di ricarica degli acquiferi profondi”, dalla quale risulta che il sito proposto per il DTT risulta interno all’area di ricarica degli acquiferi profondi.

PIP5-1

PIP5-2

  1. Il sito risulta collocato a monte dei pozzi dell’acquedotto di Casale

La documentazione inerente l’adeguamento del Piano Regolatore del Comune di Casale Monferrato al Piano per l’Assetto Idrogeologico dell’Autorità di Bacino del fiume Po comprende la “Carta idrogeologica” dalla quale risulta che il sito previsto per il DTT è collocato idrogeologicamente a monte rispetto ai pozzi dell’acquedotto della Azienda Municipale A.M.C. di Casale, ad una distanza di poco superiore ai tre chilometri.

PIP5-3

Alla luce di questa documentazione idrogeologica – realizzata, si badi, dagli Enti preposti, non dalle associazioni ambientaliste o dai comitati – abbiamo quindi scritto alla Commissione ENEA per chiedere di valutare se queste caratteristiche del sito proposto non lo rendano inidoneo – perlomeno cautelativamente – per l’insediamento della macchina radiogena DTT.

Anche su questo – come su tutti gli altri aspetti della questione DTT – avremmo preferito confrontarci con l’Amministrazione comunale, e sentire il parere dei cittadini. Ma siccome la Giunta Palazzetti con noi non si vuole confrontare, e il sindaco ha dichiarato che «le preoccupazioni di Legambiente sono eccessive, nel presentare la candidatura siamo stati molto chiari sotto il punto di vista ambientale», abbiamo segnalato la questione direttamente all’ENEA: in modo da essere ancora più chiari e sottoporre ai commissari alcune problematiche che il sindaco, nel dossier di candidatura, non ha ritenuto di evidenziare, e che nessuno in Consiglio comunale ha sollevato.

Entro un mese sapremo quale sito verrà scelto dall’ENEA, quali verranno scartati, e con quali motivazioni. In ogni caso – che l’ENEA scelga Casale o no – organizzeremo un’altra assemblea pubblica con i cittadini, invitando il sindaco a confrontarsi finalmente con chi ha un’altra idea di quell’impianto e anche del futuro energetico del nostro Paese.

14 marzo 2018

Legambiente Casale Monferrato – Vittorio Giordano
Legambiente del Vercellese – Gian Piero Godio
Legambiente Ovadese e Valle Stura – Michela Sericano
Legambiente Val Lemme – Paola Lugaro
Pro Natura del Vercellese – Rossana Vallino
Pro Natura Alessandria –  Jaqueline Mendoza
Comitato di vigilanza sul nucleare – Umberto Lorini

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